Saldi

ANPI Martina Franca

ANPI Martina Franca

La Marcia su Roma: l’inizio della dittatura

Roma, 31 ottobre 1922: sfilano alla testa alle squadre armate fasciste (da sinistra a destra) Emilio De Bono, Benito Mussolini, Italo Balbo e Cesare Maria De Vecchi.

95 anni fa i fascisti marciarono su Roma con l’intento di istituzionalizzare la loro ideologia di violenza e morte. Nella notte tra il 27 ed il 28 ottobre gli squadristi iniziarono ad affluire a Roma. Alle cinque del mattino del 28 il Presidente del Consiglio Luigi Facta presentò al re Vittorio Emanuele III il decreto per la proclamazione dello stato d ma il re si rifiutò di firmarlo. Lasciò così via libera ai fascisti, che entrarono a Roma il 28 ottobre, attuando la loro marcia armata all’interno della città. Il 29 ottobre, mentre la manovra eversiva si allargava ad altre città del Paese, Vittorio Emanuele III affidò l’incarico a Mussolini, il quale sciolse le amministrazioni comunali e provinciali guidate da socialisti e/o popolari, liquidò le cooperative e limitò le libertà sindacali. Con la formazione del suo governo, di cui facevano parte anche esponenti liberali, popolari, democratici e nazionalisti, iniziava il lungo ventennio della dittatura fascista.

La marcia su Roma: l’inizio del regime, la fine delle Libertà!

Oggi qualcuno tenta di riportare indietro l’orologio della storia per ricostituire un’Italia incivile, del razzismo e dello squadrismo. Viviamo, infatti, in un’epoca in cui sono sempre più frequenti iniziative ed episodi preoccupanti che vedono come protagonisti gruppi neofascisti, non affatto isolati ma radicati, che non si preoccupano di esporre e riproporre simboli di evidente richiamo al ventennio fascista. Tutto ciò non è più tollerabile!

E’ necessario, ora più che mai, unirsi per creare un fronte comune antifascista, che includa la politica, le istituzioni, la magistratura e l e che possa contrastare questa allarmante escalation di intolleranza e violenza.

recente il deplorevole gesto di alcuni esponenti della tifoseria laziale che hanno utilizzato l’immagine di Anna Frank per offendere la tifoseria avversaria.

Non possiamo permettere che si arrivi ad un punto di non ritorno, in cui fatti del genere ci lascino indifferenti come se tutto ciò rappresentasse la normalità.

Come afferma il Presidente Carlo Smuraglia, UGG Italia il fascismo è il contrario e la negazione di quanto è scritto nella Costituzione, perché è violenza e razzismo. Ricordo che la nostra è una Repubblica democratica e antifascista.

“Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte l del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto si volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l la pace e la serenità”. (Anna Frank I Diari)

ore 18.00 via Cavour, 16 (presso l Sine Cura Lab)

sentiero dei nidi di Peuterey Outlet ragno da Italo Calvino spunti di riflessione e dialogo sulla Resistenza vista con gli occhi di bambino.

dott. Giuseppe Stea (Presidente Provinciale Anpi Taranto)

prof.

Davamo per certo che fossero acquisiti alcuni insegnamenti dei valorosi patrioti che, in alcuni casi, hanno sacrificato la propria vita, anteponendo l’ideale di pace e libertà a tutto, ma ci sbagliavamo.

Ancora oggi, infatti, ci troviamo a dover fronteggiare situazioni di razzismo latente e crescente, atti criminali a sfondo xenofobo e forzature ideologiche, oltre il limite concesso dalla Carta fondamentale della Repubblica.

Come se ciò non bastasse, si aggiunge anche la contrapposizione all’Anpi da parte del partito democratico di Roma che non parteciperà al corteo ufficiale degli antifascisti, proponendo una manifestazione alternativa con la comunità ebraica. In merito a tale situazione, con una nota ufficiale l’Anpi Nazionale ha giudicato gravissima questa scelta compiuta da parte di un partito che ha radici ideologiche importanti e ben schierate. Evidentemente, le recenti vicende politiche, con particolare riferimento al risultato del referendum costituzionale, hanno influito sui rapporti tra pd ed Anpi, portando a questo atteggiamento che va in direzione diametralmente opposta dalla strada tracciata dagli antifascisti sui monti.

A Martina Franca, come in tutte le città italiane, ricerchiamo la completa inclusione di tutti i soggetti democratici ed antifascisti, per creare un fronte comune in difesa della Costituzione, delle libertà individuali e dei diritti civili, per i quali non bisogna mai smettere di lottare.

Per questi motivi, richiamiamo in piazza al nostro fianco tutta la parte migliore della società, ed in particolare ci rivolgiamo alle nuove generazioni, perché possano portare un fresco contributo alla continuità dei valori solidaristici e progressisti dei Partigiani.

Quest’anno, per l’organizzazione del consueto dibattito del 25 aprile, abbiamo pensato proprio alle giovani leve della Resistenza, ovvero a tutti quei bambini che, tra incoscienza e immensa voglia di libertà, hanno collaborato alla liberazione dell’Italia dal nazifascismo.

La giornata del 25 aprile a Martina Franca sarà articolata in diversi momenti. Alle ore 10.00 saremo in Piazza Vittorio Veneto per commemorare i caduti della Resistenza assieme al Commissario Straordinario del Comune di Martina Franca, dott. Ferdinando Santoriello. Dalle 11.00 alle 13.00, in piazzetta sant’Antonio, allestiremo un banchetto informativo durante il quale sarà possibile tesserarsi all’Anpi. Alle ore 18.00, presso i locali dell’Associazione “Sine Cura Lab” in via Cavour 16, ci sarà l’incontro pubblico che, partendo dal libro di Italo Calvino “Il sentiero dei nidi di ragno”, rappresenterà un momento di riflessione e dialogo sulla Resistenza vista con gli occhi di bambino. Sono previsti gli interventi del dott. Giuseppe Stea (Presidente Provinciale Anpi Taranto), del prof.

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, l’Anpi di Martina Franca si schiera al fianco delle donne, partecipando all’iniziativa “Lottomarzo Non una di meno”, promossa da CGIL, FILCTEM CGIL, FLC CGIL, Rompiamo il Silenzio, Amardown, Salam, Anpi, QuiD, Librierranti, Officine Dragare e l solo l’8 marzo, ma in ogni momento dell’anno, tra le nostre battaglie, oltre al contrasto al revisionismo e al neofascismo, al sostegno alle politiche di accoglienza e integrazione degli immigrati, all’impegno per la Pace, alla riaffermazione del valore fondamentale del lavoro, c’è quella che ci vede in prima linea per il rafforzamento dei valori della Costituzione relativi alla donna e per la piena attuazione dell’Art. 3 della Costituzione.

Nel ricordare la lotta partigiana raramente si parla del ruolo delle donne e del loro contributo alla Resistenza. Anche per questo motivo si parla di “Resistenza taciuta”. In realtà, il contributo femminile alla Lotta di Liberazione è importante non solo numericamente, ma per le conseguenze, culturali e sociali prima e politiche poi, che ebbe.

L’impegno della donna nella guerra di Resistenza costituisce un passo decisivo sulla strada dell propria e di tutte le donne ed è la premessa per un successivo e forte impegno politico. Donne di valore, coraggio e intelligenza riescono a far capire agli uomini che inserirle nei processi democratici rappresenta un elemento fondamentale di sviluppo per un popolo. Purtroppo, però, la strada da fare è ancora lunga perché se un tempo il nemico era il fascista oppressore, oggi la resistenza delle donne in Italia è contro la violazione di quei diritti fondamentali che pensavamo già acquisiti. Ne sono un esempio la possibilità di poter abortire in qualsiasi struttura pubblica senza sentirsi colpevoli di un reato e tutelando la propria salute, visto il numero sempre maggiore di obiettori di coscienza, la protezione sicura da parte delle autorità competenti in caso di atti di violenza domestica e non, la parità di retribuzione e di incarico sui luoghi di lavoro e la libertà di poter essere se stesse senza diventare il bersaglio di pregiudizi duri a morire.

Così come sostenuto dalla Segreteria Nazionale, l considera indispensabile una seria riflessione e una decisa capacità di reagire alla violenza maschile quale che sia la Stivali UGG Ebay forma in cui si esprime. Ed è urgente una risposta istituzionale, politica, culturale e sociale per difendere la parità di genere, i diritti, la dignità, la vita di tutte e di tutti. il grande tema della libertà e dell cioè l stessa della Costituzione. una questione di civiltà.