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Il Regno del Sud e la

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Il regno del Sud

La nascita del “Regno del Sud”, nel settembre 1943, dopo la fuga di Vittorio Emanuele III a Brindisi, se garantiva la continuità dello Stato italiano, non offriva comunque al governo Badoglio una completa libertà d’azione. Infatti, il 29 settembre Badoglio aveva sottoscritto a Malta, assieme al generale Eisenhower, il cosiddetto “armistizio lungo”, che poneva pesanti condizioni all’Italia, obbligata a fornire agli alleati Viktminskning Tabletter mezzi finanziari, trasporti interni e impianti portuali; gli Gå Ner ett Kilo I Veckan alleati avevano il controllo su tutte le attività amministrative del governo, sulle banche, sui cambi, sulle relazioni commerciali e finanziarie con altri paesi, sulle comunicazioni tra il Governo italiano e le sue rappresentanze diplomatiche all’estero. Agli alleati era riservato, inoltre, il controllo sulle trasmissioni radio, sulla stampa e sulle rappresentazioni teatrali e cinematografiche. Anche se queste clausole non vennero applicate in maniera drastica, rappresentavano, tuttavia, una consistente menomazione della sovranità dello Stato.

Il nodo centrale del dibattito tra le forze politiche italiane riguardava soprattutto la sorte della monarchia ed in particolare del sovrano, al quale il Cln napoletano chiedeva l’abdicazione a favore del nipote Vittorio Emanuele (di sei anni), con la reggenza affidata a Badoglio, rinviando alla fine della guerra ogni decisione sulla sorte dell’istituzione monarchica in Italia. Il Re non accettava questi inviti, rifiutava l’abdicazione sapendo di poter contare sull’aiuto britannico, di Churchill in particolare, che voleva evitare una rottura della continuità dello Stato per poter trattare la resa incondizionata dell’Italia con una istituzione che fosse direttamente responsabile della guerra.

Il congresso del CLN a Bari

Fu il Congresso dei partiti antifascisti svoltosi a Bari il 28 gennaio 1944 a dibattere la questione monarchica. Vi si scontrarono, in particolare, le posizioni dei CLN dell’Italia settentrionale, che chiedevano la decadenza del re, la formazione di un governo composto da tutti i partiti antifascisti con pieni poteri costituzionali, e la trasformazione del Congresso in assemblea rappresentativa dell’Italia liberata. Si trattava di richieste molto radicali, che da parte dei rappresentanti meridionali non trovarono molti consensi. Alla fine prevalse una linea più morbida, avanzata dai rappresentanti della Democrazia cristiana, che prevedeva il rinvio della questione Giacconi Peuterey istituzionale, la ricostruzione materiale e morale del paese, l’abdicazione del re e la formazione di un governo espressione delle forze politiche antifasciste. Ma anche queste proposte trovarono il Re su posizioni di ferma intransigenza. Vittorio Emanuele III non voleva cedere, rifiutava di abdicare, non accettava la possibilità di un governo politico. La situazione appariva senza vie d’uscita.

A sciogliere questo nodo gordiano fu il leader del Partito comunista, Palmiro Togliatti, che i militanti comunisti conoscevano anche con il nome di battaglia di Ercole Ercoli. Togliatti sbarcò a Napoli il 27 marzo 1944, dopo un lungo esilio trascorso in Unione Sovietica. Trovava un partito organizzato, animato da una vivace carica rivoluzionaria. Parlando ai quadri comunisti del Mezzogiorno il 31 marzo, Går Man Ner I Vikt Togliatti deluse molte attese. Indicò una linea basata sull’unità di tutte le forze antifasciste, di qualunque ispirazione politica, ideologica o religiosa, per la liberazione del paese dal dominio nazi fascista, rinviando la soluzione della questione istituzionale alla fine della guerra. Togliatti chiedeva, inoltre, la formazione di un governo che fosse espressione delle forze politiche democratiche.

La svolta di Salerno

Questo nuovo indirizzo della politica comunista prese il nome di “svolta di Salerno”, in quanto nel capoluogo campano si era trasferito l’11 Scarpe UGG febbraio il governo Badoglio, in attesa della liberazione Scarpe UGG Donna di Roma. La “svolta” di Togliatti, anche se in quel momento suscitò una certa sorpresa negli ambienti politici italiani, appariva in linea con le direttive dell’Internazionale comunista maturate sin dalla seconda metà degli anni Trenta. Non solo ma quella scelta veniva ad inserirsi in un articolato e sottile gioco diplomatico che mirava alla ricomposizione dei rapporti tra l’Italia e l’Unione Sovietica. Non è, probabilmente, un caso che il 13 marzo, qualche giorno Gå Ner ett Kilo I Veckan prima del rientro di Togliatti in Italia, l’URSS, per primo tra i paesi del fronte antinazista, riconoscesse ufficialmente il governo Badoglio, proponendo la ripresa delle relazioni diplomatiche tra i due paesi. Alla base di questo atteggiamento non era estraneo il lavoro svolto dal segretario generale del Ministero degli esteri, Renato Prunas, anche al fine di sottrarre l’Italia dalla morsa che la stringeva tra Gran Bretagna e Stati Uniti. Le intese raggiunte tra Italia e URSS prevedevano, oltre alla concessione di una base aerea sovietica in Italia, anche un mutamento dell’atteggiamento del PCI nei confronti della monarchia.

Il nuovo indirizzo togliattiano sbloccò la situazione: anche i partiti più decisamente Gå Ner I Vikt Snabbt Piller ostili alla monarchia, quali il Partito socialista e il Partito d’azione si allinearono alla proposta di Togliatti. Vittorio Emanuele fu costretto ad attenuare la sua rigida posizione, nominando, il 12 aprile 1944, suo figlio Umberto luogotenente generale del Regno, e accettando, il 22 aprile, la formazione di un nuovo governo Badoglio con la presenza non solo di tecnici e militari ma anche dei maggiori esponenti delle forze politiche. Entravano a far parte del nuovo governo i liberali Croce e Arangio Ruiz, democristiani come Rodinò e Aldisio, socialisti come Mancini e Cerabona, comunisti come Togliatti e Gullo, un azionista come Omodeo e un repubblicano come Sforza. Per la prima volta dopo il ventennio del fascismo, le forze politiche democratiche tornavano ad essere rappresentate nel governo del paese.