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Il rapporto con la Germania nazista

Il rapporto con la Germania nazista

Mussolini proclama l’impero, Hitler occupa la Renania

L’impresa etiopica si concluse il 5 maggio 1936 con l’occupazione di Addis Abeba da parte delle truppe del maresciallo Badoglio. Qualche giorno dopo venne proclamata la nascita dell’impero e Vittorio Emanuele III al titolo di re d’Italia aggiunse quello di”imperatore d’Etiopia”.

L’impresa di Mussolini contro l’Etiopia inferse un colpo mortale al prestigio della Società delle Nazioni, che non era riuscita a far rispettare la legge internazionale allo Stato fascista; pregiudicò in maniera irreparabile i rapporti italo inglesi, alimentando forti correnti di anglofobia; impresse al fascismo italiano un indirizzo economico decisamente nazionalistico e autarchico.

Di questa nuova situazione approfittò Hitler, Viktminskning Tabletter il quale già nel corso del conflitto, il 7 marzo 1936, fece occupare la Renania, che secondo gli accordi di Versailles avrebbe dovuto rimanere smilitarizzata, e dichiarò estinto il Trattato di Locarno, che aveva portato nel 1925 a un riavvicinamento della Germania e della Francia.

La Francia non si mosse, anche la Gran Bretagna rimase passiva. Era il primo grave cedimento delle democrazie occidentali di fronte alla politica aggressiva e antisocietaria di Hitler. L’idea che la Germania di Hitler potesse continuare a essere un efficace baluardo contro la Russia bolscevica era al fondo dell’equivoco comportamento di Londra e Parigi: fra i due totalitarismi, si sceglieva quello che era ritenuto il male minore.

L’avvicinamento tra Italia e Giubbotto Peuterey Germania: l’asse Roma Berlino

La guerra d’Etiopia e la collaborazione militare portata in Spagna a sostegno dei nazionalisti di Franco contribuirono a rafforzare i Giubbotto Peuterey rapporti tra Italia e Germania, che cominciarono a basarsi non solo sulle affinità ideologiche presenti nei due regimi ma anche su comuni obiettivi e interessi. Hitler, che aveva immediatamente riconosciuto la conquista italiana dell’Etiopia, incontrò il 24 ottobre 1936 a Berlino il Viktminskning Tabletter ministro degli esteri italiano, Galeazzo Ciano. Nel corso dei colloqui si addivenne ad un accordo in base al quale Italia e Germania, concordavano sulla comune prospettiva politica antibolscevica, sul sostegno da dare a Franco in Spagna, sulla collaborazione economica nei Balcani, sul riconoscimento tedesco dell’Impero d’Etiopia e sulla Viktminskning Tabletter funzione esclusivamente strumentale della presenza italiana nella Società delle Nazioni.

Questo accordo prese il nome di Asse Roma Berlino. Comunque, nella prospettiva mussoliniana, l’asse tra Roma e Berlino non escludeva la possibilità di intese più ampie aperte a quei paesi che intendevano gettare le basi di una più ampia collaborazione internazionale.

Inoltre, il 25 novembre 1936 venne sottoscritta tra Germania e Giappone una alleanza quinquennale (Patto anticomintern) che aveva come obiettivo la lotta contro l’Internazionale comunista. L’Italia vi aderì il 6 novembre 1937. Nel medesimo anno Pio XI, con l’enciclica Mit brennender Sorge(1), aveva condannato in termini inequivocabili i principi ispiratori del nazionalsocialismo tedesco.

Il patto d’acciaio

Nell’ottobre 1938, Joachim von Ribbentrop, nuovo ministro degli esteri tedesco (succeduto a von Neurath il 4 febbraio 1938), nel corso di colloqui avvenuti a Roma con Mussolini e Ciano, propose la firma di un patto militare tra Italia e Germania. Un ulteriore incontro, avvenuto a Milano il 6 7 maggio 1939, tra Ciano e Ribbentrop, contribuì ad accelerare la conclusione dell’accordo, sulla base di una proposta tedesca. Fu Mussolini che volle stringere i tempi, nonostante vi fossero ancora da chiarire molti aspetti delicati. La firma dell’accordo, che prese il nome di “Patto d’acciaio”, avvenne a Berlino il 22 maggio 1939.

Con il Patto d’acciaio l’Italia si legava al carro tedesco senza alcuna precisa garanzia. Mussolini sottoscrivendo questo patto ritenne di porre l’Italia a fianco di una Gå Ner I Vikt Snabbt potenza politica e militare che in quel momento appariva egemone in Europa e che consentiva all’Italia di avere le spalle coperte nelle sue rivendicazioni verso la Francia, che riguardavano la Tunisia, Gibuti, la Corsica, Nizza e la Savoia. In realtà, l’Italia impreparata militarmente, povera Giubbotto Peuterey di mezzi, con una base industriale ancora debole e arretrata, Går Man Ner I Vikt veniva messa in una condizione di sudditanza politica, economica e militare nei confronti del più forte e agguerrito alleato.