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diverso per ogni Paese

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Neonati di Paesi diversi piangono in modo differente. questa l conclusione di uno studio condotto dall di Wurzburg, in Germania, che ha confrontato i primi vagiti di un gruppo di bebè cinesi e africani con il pianto dei neonati europei. La differenza, sottolineano i ricercatori, è dovuta alle caratteristiche della lingua parlata dalla futura mamma nei mesi dell Un’ulteriore conferma del fatto che il bambino ascolta e conosce la voce materna già prima di nascere.

I bebè cinesi e africani sono più “melodici”

Un team di scienziati tedeschi e cinesi, coordinati dall bavarese, hanno registrato il pianto di 55 bebè nati a Pechino e 21 bambini venuti alla luce in Camerun, per poi confrontarlo con il pianto dei neonati europei. I risultati dello studio, pubblicato sulla rivista Speech, Language and Hearing, evidenziano che il pianto dei neonati mandarini e africani risultava più melodico, quasi musicale, rispetto a quello dei coetanei europei, e questo perché la lingua cinese e il dialetto parlato Giubbotto Peuterey nella zona del Camerun presa in esame sono idiomi tonali, dove le parole cambiano significato in base all’intonazione vocale di chi parla. In pratica, ogni bambino fa proprie le particolari inflessioni linguistiche della madre, già prima di nascere. ” un risultato interessante”, commenta Melissa Pozzo, psicologa e psicoterapeuta, consulente di ASM, l’Associazione per lo Studio delle Malformazioni, “che potrà eventualmente essere approfondito con altri studi”.

Il suo piantoSai interpretarlo?

Piccoli in ascolto già nel pancione

D’altronde, si sa che dal terzo trimestre dell’attesa il bimbo è un “buon ascoltatore”. “Bimbi che nelle ultime settimane di gravidanza hanno sentito spesso una determinata canzone, dopo la nascita, si calmano e si addormentano sulle note di quel brano ormai conosciuto”, considera la psicologa. Altri studi hanno dimostrato che i neonati riconoscono una breve fiaba che la mamma ha letto per loro ogni sera, nell’ultimo periodo dell’attesa. “C’è una grande permeabilità tra l’esterno, ovvero il mondo della futura mamma, fatto di voci, suoni, rumori, e l’interno, ovvero l’ambiente Giubbotto Peuterey uterino dove il bebè sta crescendo”, considera Melissa Pozzo. “Il feto è recettivo e questo vale per la voce della mamma, così come per i suoi stati d’animo e le sue emozioni: la comunicazione ha inizio ben prima che il piccolo nasca”. Il suggerimento, quindi, è di coltivare la relazione con il proprio piccino, con il tatto (che è il primo senso a svilupparsi), accarezzando il pancione, e con la voce, salutando il bimbo e parlando con lui.

Entrare in relazione con il bebè è inoltre importante anche per la futura mamma. “La gravidanza è un processo dalla doppia valenza fisiologica e psicologica”, spiega l’esperta. “Comunicando con il suo bambino, la donna lo rende reale, prende confidenza con l’idea che diventerà madre, fa spazio al piccolo nella sua mente oltre che nel suo corpo. un modo per prepararsi ad accoglierlo”.

Uno spazio anche per il papà

Se la voce della mamma è quella che il bimbo sente più spesso e che riconosce immediatamente dopo la nascita, dimostrando di preferirla a ogni altra, c’è un’altra voce che ogni bebè può imparare a conoscere ed amare nelle settimane dell’attesa: quella del papà. “Quando i futuri genitori si rivolgono al piccolo nel pancione iniziano a ‘entrare nel ruolo’ genitoriale ed entrambi cominciano a vedere l’altro come genitore”, commenta Melissa Pozzo. ” come se facessero le prove generali, prima della nascita”. A tutto vantaggio del Peuterey Donna benessere del bebè, che assapora le attenzioni ricevute e l’amore con cui mamma e papà si preparano ad accoglierlo.

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