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Oggi, le stampanti 3D sono ovunque, ma non sono ancora diventate portatili come un tablet o un computer laptotp. Certo, ci sono alcune eccezioni: come la stampante francese open sourceFoldaRap, che si ripiega all di una valigetta e costa intorno ai 600 euro. Tuttavia, è in grado di stampare solo oggetti di plastica.

E poi c laLumiFold: una stampante 3D piccola e portatile che crea oggetti di resina foto polimerica e costa appena 295. L è tutta dell italiano Davide Marin, che si è affidato a unacampagna su Indiegogoper raccogliere 15.642 dollari nel novembre 2013.

Davide dice che LumiFold è facile da utilizzare: la apri, la posizioni sotto un proiettore e stampi. Ha una potenza molto ridotta (5W), un volume massimo di stampa di 90x90x90 mm, una risoluzione fino a 0,01 mm e untravel kit dotato di batteria al litio controllabile via iPad/iPhone. In pratica, la puoi usare in qualsiasi parte del mondo.

Le stampanti 3D a base di resina realizzano oggetti a partire da un mezzo liquido, che viene successivamente foto polimerizzato strato su strato da un proiettore di luce UV un processo noto come Digital Light Processing (DLP). Come spiegaThe Guardian:

Le stampanti 3D, come Makerbot e Ultimaker costano anche oltre i 1000 dollari e funzionano come le stampanti a getto di inchiostro, depositando un Gå Ner ett Kilo I Veckan polimero da un ugello,strato su strato. LumiFold invece stampa in 3D utilizzando la luce.

Tuttavia, il primo prototipo di LumiFold fa affidamento su un proiettore esterno per foto attivare la resina, il che la rende un po più costosa e difficile da trasportare. La buona notizia è che Davide sta progettando di testare e installare una unità a raggi Giacconi Peuterey UV su tutte le stampanti così da renderle del tutto indipendenti dalle fonti di luce esterne.

Nel 2014, LumiFold Labs è entrata a fare parte del gruppo di startup supportate daH FARM, un incubatore tecnologico del Nord Est che investe in piccoli business innovativi. La prima ondata di LumiFold dovrebbe essere disponibile sul mercato entro la fine dell Davide, un grande in bocca al lupo!

Update: Davide Marin ci dice che il suo team è alla ricerca di maker per lavorare al progetto LumiFold. Abbiamo scoperto grandi progetti durante la prima edizione di Maker Faire Rome, e speriamo di incontrarli ancora.

La nostraCall4Makers è aperta fino al 15 giugno, e nel frattempo siamo alla ricerca di nuove idee da condividere giorno dopo giorno. Abbiamo scoperto una montagna di progetti interessanti durante la prima Maker Faire Rome, e speriamo vivamente di incontrarli di nuovo.

Oggi parliamo delPerpetual Plastic Project(Paesi Bassi), ovvero il modo migliore per spiegare come si fa a riciclare i rifiuti di plastica e utilizzarli per realizzare nuovi prodotti. L è molto semplice: metti in piedi una macchina che Gå Ner ett Kilo I Veckan mostra a tutti come trasformare la plastica in un nuovo materiale per stampanti 3D.

La parte migliore di questo progetto è che è azionato completamente a mano. Basta raccogliere un po di plastica, lavarla, asciugarla, triturarla, filtrarla e scioglierla in un filamento. Subito dopo, non ci resta che progettare un nuovo oggetto in plastica e realizzarlo grazie alla stampante 3D connessa alla macchina.

Attraverso lequattro fasidella macchina è possibile trasformare i rifiuti di plastica in anelli, occhiali e altri oggetti divertenti. In realtà, tutto il processo di riciclo Gå Ner I Vikt Snabbt può essere seguito attraverso i pannelli trasparenti che ti permettono di vedere come funziona la macchina. Dopo questa esperienza, che ci crediate o no, la prossima volta che butterete via un oggetto di plastica penserete ai passaggi per riciclare i rifiuti in modo diverso.

Come spiega il sito del Perpetual Plastic Project:

Siamo qui per reinventare il modo in cui gli oggetti di plastica sono prodotti e, fondamentalmente, per cambiare il rapporto che le persone hanno con questi oggetti. Cosa accadrebbe se la nostra installazione potesse fermarsi in modo permanente in ogni città che visitiamo? I consumatori potrebbero portare indietro oggetti rotti e obsoleti e vederli ricostruire completamente. Riciclando questi prodotti potremo finalmente liberare il vero potenziale della stampa 3D.

Riciclare e riutilizzare materiali plastici potrebbe aiutarci nella missione di costruire un futuro migliore, anche se pensiamo che la nostra impronta ecologica sia la migliore possibile. Davanti a noi c sempre un nuovo passo da fare.

Ora che Perpetual Plastic Project ci ha spiegato come partecipare attivamente al processo per riciclare gli oggetti di plastica, è arrivato il vostro momento: spiegateci come volete cambiare il mondo con le Gå Ner I Vikt Snabbt Piller vostre idee.

Non vediamo l di conoscere le vostre storie.

Già UGG Bambina lo sapete, mentre il termine della nostraCall4Makers si avvicina (15 giugno), siamo alla ricerca di nuove idee da condividere ogni giorno. Abbiamo scoperto una montagna di progetti interessanti durante laTrieste Mini Maker Faire, e speriamo di incontrarli di nuovo.

Oggi daremo uno sguardo più da vicino alla nuovaXFAB, una stampante laser stereolitografica in 3D prodotta dall italiana DWS Systems e presentata alCES 2014 l è stata anche uno degli espositori di Maker Faire Rome 2013.

XFAB può stampare oggetti scegliendo tra una gamma di sette materiali diversi: UGG Scarpe Prezzi resina acrilica, ABS, polipropilene, fotopolimeri rigidi opachi, Viktminskning Tabletter trasparenti, gomma e ceramica. L di lavoro di 180180 mm può gestire oggetti con una risoluzione che varia tra i 10 100 micron. Non si tratta di un progetto open source, ma se non altro mira a raggiungere un pubblico di professionisti offrendo una stampante 3D laser per meno di 5.000 dollari.

DWS Systems, fondata a Vicenza nel 2007, si occupa di soluzioni tecnologiche per la prototipazione e la produzione ad alta velocità mirate a ridurre la durata delle fasi di sviluppo per nuovi prodotti industriali gioielleria, moda, odontotecnica, apparati biomedici e design.

Maurizio Costabeber, fondatore di DWS System, ha detto aIl Sole 24 Ore che l delle componenti laser è la chiave del loro successo: “la parte più delicata delle nostre macchine. Un passaggio che svolgiamo rigorosamente in azienda per evitare che qualcuno s impossessi del know how”.

Diversamente dalla logica opensourceness e quella della condivisione libera dei prodotti, il making e la prototipazione possono essere considerati una forma di business.

E visto chesiamo tutti dei makers, potete scegliere in quale delle due filosofie vi riconoscete di più. In alternativa, potete inventarne anche una nuova e del tutto ibrida.

A volte idee e progetti hanno bisogno di una piccola spinta per diventare realtà. Ecco perché makers, inventori e studenti si rivolgono spesso a piattaforme di crowdfunding come Indiegogo e Kickstarter.